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Beh, parlare di vinificazione e vignaioli alle Cinque Terre e di muretti a secco è un po’ come parlare di una storia d’amore complicata, appassionata e travolgente, ma è anche parlare di storia ligure e delle mie radici.

I vignaioli e i muri a secco delle Cinque Terre

Qualche tempo fa mi sono imbattuta in questo toccante video che racconta delle Cinque Terre e dei suoi vini e di come la si sia definita “agricoltura eroica”.

La storia del vino alle Cinque Terre

Le prime viti furono piantate nelle Cinque Terre da marinai greci ed è da allora la base dell’agricoltura locale. Per migliorare la sua coltivazione, nel corso dei secoli, uomini e donne che vivevano lungo questa stretta striscia di terra costruirono una fitta rete di terrazzamenti, chiamati ciàn.

Un grande lavoro di ingegneria ambientale, stimato a 4.200 metri cubi di muri a secco per ettaro, per un totale di 8.400.000 metri cubi; 3.163 metri lineari di muretti per ettaro, per un totale di 6729 km, oltre il raggio della Terra. Ahimè, oggi in gran parte allo stato di abbandono…

Questo video storico mostra lo stile di vita, i sacrifici e i costumi delle Cinque Terre. Perfetto per capire in pochi minuti questa terra e i suoi abitanti.

Lo guardo abbastanza spesso in realtà e continua a commuovermi. Non posso guardarlo senza pensare al nonno Antonio, al suo amore per queste terrazze e i loro frutti e ai suoi numerosi sacrifici.

I vignaioli delle Cinque Terre oggi

Oggi abbiamo il turismo e le Cinque Terre sono state aggiunte alla lista di cose da fare e vedere di milioni di persone. Viaggiando per il mondo mi sono resa conto che tutti conoscono le Cinque Terre, ma anche quelli che hanno già visitato i cinque borghi non sono veramente consapevoli di ciò che hanno visto.

I cinque paesi sono colorati e belli da togliere il fiato anche sotto un cielo di piombo, anche sotto la pioggia, ed è difficile tornare a casa senza bellissimi scatti, ma questa è solo una visione da cartolina…

Le persone spesso descrivono le Cinque Terre come piccoli e caratteristici villaggi di pescatori… niente di più sbagliato, ma è colpa nostra, non c’è dubbio. Ciò significa che non stiamo mostrando la vera identità del nostro territorio e quindi non la stiamo rispettando.

Le Cinque Terre sono cinque paesi arroccati sul mare, che vivono da sempre di una produzione vinicola e di un’olivicoltura estremamente difficile. Le famiglie fortunate del XIX secolo avevano i loro uomini impiegati in arsenale o in marina nella vicina La Spezia o ancora imbarcati su navi da carico o da crociera. Il resto ha vissuto una vita contadina, semplice e piuttosto povera.

I vignaioli e i muri a secco delle Cinque Terre

Oggi i produttori di vino vivono ancora così. Possono contare su maggiori entrate grazie al turismo, certo, ma la loro vita quotidiana è ancora così, eroica: nessun macchinario da queste parti a causa del nostro straordinario, ma verticalissimo paesaggio e della mancanza di spazio lungo i terrazzamenti, peraltro frazionati, e soprattutto senza grandi numeri, con una media di 5.000 bottiglie di vino all’anno per cantina. Decisamente non redditizio…

Heydi è un amico, uno di quei viticoltori locali che lavorano duramente per migliorare la qualità dei loro vini e preservare la nostra tradizione. Uno di quelli che nella sua cantina Possa riesce a produrre circa 20.000 bottiglie, uno dei miei eroi, proprio come Bartalo e sua moglie Lise, il cui lavoro è reso ancora più arduo dalla necessità di mantenere i muri a secco.

La campagna di crowdfunding Grapes & Heroes

A partire dall’alluvione del 2011, ogni autunno è stato più impegnativo, con forti piogge che spesso ricordano improvvisi monsoni, che distruggono i muretti a secco e quindi compromettono le vendemmie, ma anche la sicurezza dei paesi.

Data la lentezza e macchinosità della burocrazia italiana, anche se le amministrazioni locali e il Parco Nazionale stanno cercando di aiutare, per ora siamo letteralmente nelle mani dei nostri viticoltori.

I costi per ricostruire i muri crollati sono proibitivi e Heidi e tre dei suoi colleghi vignaioli, aiutati da quattro fantastiche donne, hanno dato vita a una campagna di crowdfunding chiamata Grapes & Heroes, su Indiegogo. È partita il giorno di San Valentino e si chiuderà il 25 marzo.

#savethewalls5terre from Grapes & Heroes on Vimeo.

Come ogni campagna che si rispetti, le donazioni possono essere collegate a piccoli souvenir ed esperienze molto interessanti e intelligenti, ma puoi trovare tutti i dettagli sulla loro pagina.

Spero davvero che questa sia solo una campagna beta e che presto altri produttori di vino e volontari si uniranno!

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