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12 min.

El Rocío è differente. È come un piccolo mondo parallelo nel cuore dell’Andalusia. Un mondo che amo profondamente!

In realtà ho posticipato questo post per anni perché sono abbastanza gelosa di questa cittadina. Lo so, è sciocco, ma quando ti innamori di un luogo, e in un certo senso diventa il tuo rifugio per ricaricare le pile, vorresti non cambiasse mai e continuasse a essere frequentato solo dagli habitués e pochi altri turisti.

El Rocío è una piccola cittadina polverosa al termine della strada, sia quella proveniente da Siviglia sia, nella direzione opposta, quella proveniente dal confine portoghese.

Una strada percorsa ogni primavera da migliaia di pellegrini che giungono, per lo più a cavallo o in calesse, per adorare la Blanca Paloma, ovvero Colomba Bianca, in uno straordinario pellegrinaggio di massa.

Mio fratello ci si è trasferito quasi per errore. Stava guidando verso Conil de la Frontera quando ha deciso di fermarsi a El Rocío per la notte. Al risveglio la mattina seguente si è reso conto di essere finito in un luogo quasi surreale e ha deciso di rimanere più a lungo … molto più a lungo!

Con i suoi primi messaggi ha iniziato a condividere foto di un delizioso borgo andaluso, simile a un set cinematografico per film western, e poi brevi video di splendidi cavalli al galoppo davanti alle case e poi ancora in maneggi aperti sparsi un po’ ovunque e ho pensato “this must be the place”.

Questo è il mio quinto anno di fughe repentine e ripetute a El Rocío, per rilassarmi lontano dalla realtà.

Un po’ di informazioni su El Rocío

El Rocío fa parte dell’amministrazione comunale di Almonte, a pochi minuti in auto, e per me è uno dei luoghi più affascinanti della provincia di Huelva, che consiglierei di vistare a prescindere.

Il paese è circondato da paludi e stagni ed è la porta principale del Parco Nazionale di Doñana.

È un piccolo mondo in cui i cavalli hanno la priorità su tutto il resto, dove l’ardore religioso continua a impressionarmi, dove puoi sentire l’odore delle candele ovunque, dove le strade sono piste di sabbia – e quindi tutto è un po’ polveroso – dove case bianche si susseguono e dove ogni angolo di strada ospita la sede di una confraternita.

Un luogo dove gli stivali da cowboy hanno ragion d’essere e dove abiti sensuali alla sivigliana creano atmosfera senza stonare, dove la birra non costa praticamente nulla e chitarre e nacchere suonano giorno e notte durante i fine settimana.

Te l’ho detto, El Rocío è differente.

Una gita qui vale davvero la pena, anche se non sei credente (io sono agnostica) o se non sei un’appassionato-malato di cavalli come me.

Cosa vedere a El Rocío

Beh, prima di tutto ti consiglio di passeggiare tra un vicolo sabbioso all’altro, godendoti ogni casa e ogni piccolo dettaglio: ad esempio il piano architettonico dell città è iberico, ovvero strutturato come una griglia (tipo le città sudamericane o New York), e per ogni via dedicata alle facciate delle case ce n’è una retrostante dedicata alle scuderie e quindi, cuadra dopo cuadra, vedrai uscire calessi e cavalli o persone. Che poi anche davanti alle facciate delle case ci sono staccionate per legare i cavalli…

Dedica poi del tempo ai maneggi pubblici sparsi per il paese, spesso in sostituzione della piazza, dove splendidi cavalli andalusi si allenano dall’alba al tramonto.

Entra anche nei negozi di souvenir intorno alla chiesa: vendono accessori e ricordi legati al pellegrinaggio, ma vi troverai anche le nuove tendenze degli abiti da flamenco e vari accessori per l’equitazione.

E poi, se puoi, chiacchiera con la gente, magari bevendo una birra ghiacciata al bancone, a cavallo!

Santuario di El Rocío

La prima visita deve essere dedicata al bianchissimo Santuario di El Rocío, una chiesa monumentale concepita nello stile di una vecchia fattoria andalusa, sormontata da una mega croce in ferro battuto. Costruito tra il 1963 e il 1969 sulla piazza principale, attira più di un milione di visitatori ogni anno.

All’interno è collocata l’imponente pala d’altare in stile barocco che ospita l’immagine più venerata di tutta l’Andalusia: la Colomba Bianca, Nostra Signora di Rocío, la patrona della città.

Scolpita alla fine del XIII secolo, originariamente in stile gotico, fu distrutta dal terremoto di Lisbona nel 1755 e ricostruita di nuovo nel 1969. Indossa abiti e tessuti pregiati, secondo la moda della corte austriaca dell’epoca.

Dall’altra parte della strada hanno persino costruito una Stanza delle Candele, dove i devoti della Vergine fanno la coda per accendere le candele di cera acquistate nel chiosco accanto. È impressionante: migliaia di candele, quella luce, quell’odore, il soffitto e le pareti anneriti e quel fervore religioso.

Non sono credente – e non apprezzo particolarmente le numerose messe del fine settimana diffuse dagli altoparlanti a ogni angolo della cittadina – ma il tutto ha un che di toccante… e surreale.

Il Palazzo Comunale

Il municipio si trova sulla piazza Virgen del Rocío e un tempo era un convento domenicano. La facciata mostra lo stemma dei Medina Sidonia.

Chiesa dell’Assunzione

È una chiesa parrocchiale del XV secolo, sita in Plaza del Rocío, ricostruita nel XVII secolo, è oggi prevalentemente barocca.

Palazzo Marismillas

Situato nel cuore del borgo, questo palazzo è la residenza di vacanza preferita dai presidenti del governo spagnolo e dai capi di stato stranieri in visita in Andalusia.

Plaza del Acebuchal

È una piazza circondata da bar e ristoranti alla moda e graziosi hotel, ma è soprattutto la piazza dominata da un ulivo selvatico centenario, di proporzioni impressionanti.

Che poi tutt’intorno ce ne sono molti altri che trovo davvero enormi!

Puente del Ajolí

Per entrare in paese si attraversa il Ponte Ajoli, o Puente del Rey, dove tradizionalmente i pellegrini si radunano per cantare insieme i Simpecados.

Sul marciapiede noterai le tavole con i nomi delle diverse Confraternite che lo attraversano ogni anno nel loro pellegrinaggio alla Blanca Paloma.

Il Paseo Marismeño

Il lungo-palude inizia di fronte al Santuario e termina quasi all’ingresso del Camino de la “Raya Real”, alle porte della pineta.

Lungo tutto il percorso ci sono cartelli con immagini e descrizioni che aiutano a trasformare una semplice passeggiata in un’ esperienza di birdwatching, poiché El Rocío ospita molte specie diverse.

A me ovviamente piacciono particolarmente i fenicotteri…

Centro di osservazione ornitologica Francisco Bernis

Se la flora e la fauna sono la tua passione, puoi visitare il Centro Francisco Bernis, situato sulla sinistra del Santuario, lungo il Paseo Marismeño.

Il centro – chiuso il lunedì – ti fornirà molte informazioni utili e persino un ottimo binocolo per osservare le diverse specie che popolano il parco.

A cavallo a El Rocío

Te l’ho detto, i cavalli qui hanno la priorità ed è per questo che adoro questo posto, dal 1992 è poi stato nominato Aldea Internacional del Caballo, ovvero Paese Internazionale del Cavallo.

Entrando in paese ti rendi subito conto che vicoli e piazze sono in realtà percorsi sabbiosi, dove cavalli e carrozze trainate da cavalli si muovono liberamente e senza sforzo.

Su ogni lato si allineano graziose case bianche, con balconi fioriti sostenuti da colonne in ghisa e decorati con sfarzose maioliche andaluse e poi pittoreschi cortili e staccionate per i cavalli un po’ ovunque.

Anche i bar e le taverne hanno tavoli all’aperto all’altezza appropriata per consentire ai cavalieri di godersi le loro birre e i loro pasti senza dover smontare da cavallo.

Per me questa è un’idea di paradiso e, a meno che i cavalli proprio non ti piacciano, ti consiglio di fare un giro fino all’ingresso del Parco Nazionale di Doñana, lungo la strada dei pellegrini “Raya Real”, passando attraverso la pineta conosciuta come “El Chaparral” e fino al Vado del Quema.

Un’esperienza rilassante e interessante, che consente anche di avvistare cervi e altri animali selvatici.

Puoi prenotare passeggiate a cavallo presso l’Ufficio Turistico in centro o alla reception del tuo hotel.

Saca de las Yeguas

Un impressionante evento legato al mondo del cavallo è la Saca de las Yeguas, ovvero “porta fuori le giumente”, organizzato ogni anno da secoli alla fine di giugno.

Durante il fine settimana preposto gli allevatori radunano giumente e puledri delle mandrie selvagge nelle paludi di Doñana e li portano ad Almonte attraverso El Rocío. Lì, marchiano i puledri e tagliano criniere e code. Alcuni vengono venduti, ma la maggior parte viene ricondotta alle paludi.

© La Malvasía

La Romería de El Rocío

Il famoso pellegrinaggio di massa si svolge ogni anno il lunedì successivo alla Pentecoste (50 giorni dopo il Sabato Santo).

Il culmine della celebrazione è domenica all’alba, dopo la sfilata di infinite carrozze adornate di fiori, quando tutto viene illuminato da candele e torce e i fedeli bevono, cantano e ballano al ritmo di tamburelli, nacchere e chitarre flamenche.

I pellegrini raggiungono il paese a cavallo o in carrozza attraverso quattro diversi cammini: la strada Sanlúcar da Cadice, attraversando il Parco Nazionale di Doñana, la strada delle pianure da Almonte, la strada di Moguer da Huelva e la strada sivigliana.

Ogni sette anni poi, nella notte tra il 19 e il 20 agosto, la Blanca Paloma viene portata a spalla lungo i 15 km della Strada delle Pianure, tra pini e sabbia, fino alla Chiesa dell’Assunta ad Almonte. Per compiere questo viaggio la Vergine abbandona l’abito consueto della Regina per quello di “Pastora”, l’abito da viaggio usato nel XVII secolo.

La Colomba Bianca ritorna al Santuario nove mesi dopo, una settimana prima del pellegrinaggio, quando quasi un milione di pellegrini raggiungono El Rocío.

© Oficina Turistica Almonte

Questa tradizione, risalente al 1813, è nata per ringraziare la Vergine per aver liberato Almonte dalle truppe francesi durante l’invasione napoleonica. Il prossimo appumtamento è nel 2020!

Parque Nacional de Doñana

Una delle principali attrazioni di El Rocío, accanto al pellegrinaggio, è il Parco Nazionale di Doñana: splendide lagune, dune, paludi, flora, animali selvatici – come la lince iberica – e 27 km di spiagge di sabbia vergine.

Il parco è stato istituito nel 1969, quindi ampliato. Nel 1994 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed è diventato una riserva della biosfera.

Puoi accedervi solo prendendo parte a una visita guidata. Ci sono diverse opzioni, dal classico tour di gruppo a quelli privati. Non importa quale selezioni, ti consiglio comunque di prenotare con largo anticipo!

Dove dormire

Posso consigliare due diversi alloggi in città: il Pequeño Rocío, appena fuori dal paese, e l’Hotel La Malvasía, una vecchia casa padronale in pieno centro, con le sue scuderie.

La prima opzione è un grande hotel, con camere e appartamenti di diverse dimensioni. La prima volta vi ho affittato un appartamento su due piani da condividere con mio padre: molto grande, confortevole e conveniente. La prima colazione è piuttosto semplice, ma la cena è sempre eccellente!

Il secondo è più intimo e romantico, ti fa sentire parte delle tradizioni locali. Inoltre, è proprio di fronte a uno dei tanti campi equestri pubblici e puoi passare ore ad ammirare splendidi cavalli andalusi riscaldarsi per una passeggiata o allenarsi per evoluzioni di dressage.

Cosa e dove mangiare

Il cibo locale è in realtà quello tipico andaluso, ma raccomando gamberi, aragoste e frutti di mare in generale e le mie amate zuppe: la Sopa Marismeña a base d’oca, il Sopeao, con gli stessi ingredienti del gazpacho e lo stufato locale di Almonte. A El Rocío puoi anche assaggiare gli alfajores con dulce de leche!

Ristoranti e bar sono sparsi un po’ ovunque e offrono più o meno lo stesso menù, ma a livelli diversi … ecco quelli che consiglio:

Il Restaurante Toruño si trova in Plaza del Acebuchal e ha bellissime vetrate con vista sulla palude.

Il Restaurante Cristina, con tavoli all’esterno e una buona scelta di grigliate di carne e pesce. Le loro zuppe sono eccellenti!

La Taberna del Rey, perfetta per una sosta a cavallo. I loro panini sono deliziosi e servono una buona birra bionda.

Bar La Garrocha, sulla piazza principale, è anche una buona opzione per un drink veloce o uno spuntino a base di tapas.

Il Restaurante Aires de Doñana, dall’altra parte della palude con vista sui fenicotteri e sull’eremo.

Arrivarci

Ci sono autobus regolari sia da Siviglia che da Huelva. Da Siviglia ci sono autobus diretti (un’ora), ma da Huelva devi prendere un autobus per Almonte (poco più di un’ora) e poi da Almonte a El Rocío (circa venti minuti). L’intero viaggio costa meno di € 10 con Damas.

Gite e visite in giornata da El Rocío

A breve distanza in auto o in autobus da El Rocío hai molte opzioni turistiche, da Palos de la Frontera ad Almonte a spiagge dorate senza fine e, naturalmente, Siviglia e Huelva

Almonte è una piccola città con un grazioso centro storico e l’interessante Museo de El Rocío, che andrebbe visitato prima di dedicarsi al Parque Natural de Doñana.

Sparsi lungo la costa di Huelva ci sono undici torri di avvistamento, progettate da Felipe II e completate da Felipe IV, per proteggere la costa dagli attacchi dei pirati. Cinque sono sotto l’amministrazione locale di Almonte: Torre de la Higuera a Matalascañas (una torre crollata in mare secoli fa, durante il Terremoto di Lisbona), Torre del Asperillo a Castilla e Torres de San Jacinto, Carboneras e Zalabar nel Parco Nazionale di Doñana.

Se sei un tipo da spiaggia, questa è anche una destinazione perfetta per il mare e in pochi minuti puoi raggiungere bellissime spiagge sabbiose: Matalascañas è l’ideale per lunghe passeggiate sul lungomare, surf o semplicemente rilassarsi e godersi le sue dune e pinete; Castilla destinata al naturismo, così come Mazagón.

Nelle vicinanze delle spiagge si trova anche il Parco Dunar di Matalascañas, con il suo Museo Marino Internazionale.

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Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.

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