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Quel ponte sul fiume Kwai mi ha spinta fino a Kanchanaburi

Nonostante il ponte sul fiume Kwai, la storia e la melodia fischiettata mentalmente o in modo più sonoro per giorni, Kanchanaburi proprio non mi è piaciuta e non ci tornerei.

Tutto (pasti, cocktails, massaggi) è a prezzi stracciatissimi rispetto al resto del paese, ma le strade sono molto sporche e la città è meta prescelta per il turismo sessuale. Resta comunque una tappa importante per capire la storia recente della Thailandia.

Kanchanaburi

Visitare Kanchanaburi

Kanchanaburi è una piccola cittadina nel centro della Thailandia, a ovest di Bangkok e a poca distanza dalla frontiera col Myanmar.

Il centro si può tranquillamente visitare a piedi o in bicicletta (40/50 baht al giorno). I locali sono tutti abbastanza spartani e quasi tutti i bar prevedono ragazze e lady boy a disposizione della clientela e molto spesso passeggiano davanti al locale proprio per attrarne. I templi della città non hanno una grande importanza né architettonica né storica, ma quello cinese lungo il fiume merita, non fosse che per la sua allegria.

Thailandia

Delle sue origini resta ben poco, solo qualche rovina e pochi templi rivisitati nel corso dei secoli e più facilmente raggiungibili da Ayutthaya che non da qui, ma l’ho scoperto solo a cammino fatto, avendo seguito le dritte della Lonely Planet…  ad ogni modo, l’unico che merita è il Wat Pa Lelai a Suphanburi.

Il ponte sul fiume Kwai e altre visite

Attrazione faro della città è ovviamente il ponte ferroviario sul fiume Kwai, reso mitico dal libro e poi dal film e costruito da migliaia di prigionieri occidentali e lavoratori-schiavi thailandesi, malesi, indonesiani e birmani che nel corso di poco più di un anno, a cavallo tra il 1942 e il 1943, perirono per garantire all’armata imperiale nipponica il collegamento tra Thailandia e Birmania. La Ferrovia della Morte

ponte sul fiume Kwai

Se volete immergervi nella memoria della Seconda Guerra Mondiale, potete anche visitare il cimitero Don Rak in centro, affiancato dal Centro della Ferrovia Burma-Thai (110 baht nel 2010) che merita assolutamente, ma che rischia di minare l’umore… e il cimitero Chongkai, a circa un quarto d’ora di bicicletta dal centro, ma molto più tranquillo e riservato ai prigionieri olandesi e britannici.

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La visita più toccante per me è stata quella al cosiddetto Hellfire Pass, il passo che costò la vita a più detenuti-schiavi, evidenziando una volta di più la bestialità di troppi esseri umani. Il museo è stato aperto dall’esercito australiano e fa rivivere, anche tramite testimonianze audio dei pochi superstiti, quel periodo. Per non dimenticare. Per non ripetere.

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Il Parco Erawan

Ho organizzato la visita all’Hellfire Pass nel pomeriggio, dopo quella al Parco Erawan. Ho trovato un accordo con il negozio che mi ha affittato lo scooter per poterlo lasciare all’entrata delle grotte laviche alla fermata del treno e rientrare in centro lungo la ferrovia della morte con un extra di circa 50 baht (450 baht in tutto per la giornata).

Parco Erawan

Di tutt’altro tenore la visita alle sette cascate del parco Erawan! Mi sono rilassata, ho riso, ho respirato a pieni polmoni e mi son concessa un bagno con una scolaresca nelle piscine della seconda cascata e una pausa spa tra i pesciolini che solitamente si vedono negli acquari a bordo strada e che qui sono immersi nel loro habitat nei micro laghetti della sesta e settima cascata, nel quale accolgono poche gambe alla volta 😉

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Il parco Erawan è anche meta di gite scolastiche e sito prescelto da molti monaci per la meditazione.

Per visitarlo dovrete far validare il contenuto del vostro zaino all’entrata del sentiero che porta alle cascate. Se al ritorno vi manca qualcosa pagate la multa per aver gettato quel qualcosa in mezzo alla natura. Quanto vorrei si adottasse lo stesso sistema alle Cinque Terre!

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A Kanchanaburi mi sono poi lasciata tentare da una visita al Taweechai Elephant Camp, che prevedeva anche un giro turistico a dorso d’elefante. Si tratta ovviamente di sensazioni, emozioni e scelte personali, ma non sono salita sull’elefante dopo aver visto le catene intorno alle loro zampe, le cicatrici sulla loro fronte e il comportamento dei padroni-addestratori. Questa visita mi ha traumatizzata e non sono più tornata in nessun centro per elefanti nemmeno  in altri paesi del sud-est asiatico. Se qualcuno ha un’altra esperienza e soprattutto ha provato emozioni diverse, me ne parli. Mi viene il magone al solo scriverne…

Alle porte di Kanchanaburi si trova anche il famosissimo Wat Pa Luang Ta Bua, il Tempio delle Tigri. Non sono però riuscita ad entrare perché avevo a disposizione solo l’ultima mattinata per farlo e il tempio apre solo tra le 14.00 e le 17.00. Pare sia un’esperienza veramente speciale, ma potete leggerne sul blog di Greta 🙂

Come arrivare a Kanchanaburi

Col senno di poi vi consiglio di optare per il treno. Dalla stazione Thonburi Train di Bangkok ne partono due al giorno e impiegano circa due ore e mezza per 100 baht. Potete scendere direttamente alla fermata sul ponte sul fiume Kwai, in centro città.

Altra opzione, da me scartata perché troppo turistica e distaccata dalla realtà locale, è fornita dai minibus diretti in partenza da  Khao San Road.

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Ovviamente ho optato per l’opzione più lenta. L’autobus di linea numero 81 che parte dalla stazione degli autobus Sai Tai Taling Chan a Bangkok ogni quarto d’ora circa e che impiega dalle due alle tre ore per arrivare a destinazione. Il biglietto sull’autobus di seconda classe nel 2010 costava 75 baht e nel mio caso ha incluso un acquazzone monsonico aspettando di salire a bordo… è stato come tuffarsi in mare con lo zaino in spalla e riemergere senza sapere come scrollarsi di dosso la risata isterica che mi ha accompagnata per un bel po’ e che ha contagiato dei ragazzini a cui è capitata la stessa cosa. Ne è nata una lunga conversazione in esperanto, con tanti gesti, e una fantastica gara a braccio di ferro che ovviamente ho perso.

Per condensare il tutto: un’esperienza alternativa.

Dove dormire a Kanchanaburi

Se non avete esigenze lussuose, la VN Guesthouse è un’ottima e tipica sistemazione a Kanchanaburi. Ho comunque scelto la camera più cara, con vista sul fiume, aria condizionata (essenziale a Kanchanaburi!) e acqua calda. Una camera su una casetta flottante sul fiume Kwai, che chiedere di più…

Pulita e ultra spartana, ma con una buona colazione inclusa nel prezzo e la proprietaria sempre molto disponibile. Il tutto per 350 baht al giorno.

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 Ah, sto fischiettando da un’ora…

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Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.

2 Comments

  • Greta ha detto:

    Nooo, a noi è piaciuta tantissimo! Non abbiamo trovato palesi offerte per turismo sessuale, dici possa dipendere dal fuori stagione? Comunque grazie mille per la citazione! A buon rendere, cara!!