Skip to main content
4 min.

Come comportarsi in un onsen giapponese

L’onsen giapponese è una fonte termale e in Giappone a causa dell’eccezionale attività vulcanica pare ce ne siano migliaia, di origini diversa e ognuna con minerali e quindi proprietà curative distinte, ma tutte gradevolmente calde e frequentatissime dai giapponesi.

In realtà generalmente non si va in un onsen per le proprietà curative, ma principalmente per godere di un bagno caldo e rilassarsi e poi, molto spesso nel caso degli ryokon tradizionali, l’onsen potrebbe essere l’unico bagno della struttura, come mi è capitato al Ganiba Onsen di Nyuto Onsen, nell’Honshū settentronale.

In base alla specifica destinazione, in Giappone potrai trovare degli onsen pubblici, considerati veri e propri stabilimenti termali, gratuiti o a pagamento e più o meno belli e curati esteticamente, degli onsen esterni immersi nella natura, rotenburo (ovviamente i miei preferiti!) e degli onsen privati, all’interno di moderni hotel o tradizionali ryokan. Anche nell’ultimo caso però potrebbero essere aperti al pubblico in determinate fasce orarie e con biglietto d’accesso giornaliero, che di norma va dai 500 ai 1500 yen.

Ad ogni modo sono indicati dall’ideogramma 温泉 o da quello dell’acqua calda ゆ, ovvero yu.

Di qualsiasi onsen si tratti, le sue vasche possono essere a uso misto (konyoku), con uomini e donne in contemporanea, solo per uomini o solo per donne. Quando si tratta di onsen per soli uomini vengono detti otoko-yu o dansei-no-yu, mentre per sole donne si chiamano onna-yu o josei-no-yu e questo è l’ideogramma da memorizzare e saper riconoscere, sulla porta dello spogliatoio o più spesso sulla tendina (noren, che per capire che voleva dire tenda ho impiegato un tempo incalcolabile mettendo a perdere il povero addetto del primo onsen che ho visitato a Sapporo!).

L’onsen giapponese

Prima di tutto: in un onsen si entra nudi, come nella sauna finlandese.

Indipendentemente dal tipo di onsen nel quale andrai ci sono poi buone norme di comportamento da seguire assolutamente. Nell’ordine, dal momento in cui entri nello spogliatoio:

  • scegli un armadietto, o più spesso una cesta che troverai ribaltata su uno scaffale, e inizia a spogliarti riponendo tutti i tuoi vestiti ed effetti personali al suo interno e le ciabatte che ti avranno dato all’entrata in corrispondenza di dove si trova. Lasciaci anche l’asciugamano per asciugarti a fine sessione e tieni con te solo quello piccolino previsto per tamponarti tra la vasca e lo spogliatoio quando avrai finito (questo non deve entrare nella vasca e vedrai che molti giapponesi lo tengono sopra la testa mentre fanno il bagno. Io lo poso sul lato della vasca)
  • entra nell’onsen vero e proprio e dirigiti alle docce. Vedrai che sono ad altezza media, questo perché dovrai lavarti accuratamente stando seduto sullo sgabello che vi si trova di fronte (o accucciato se non c’è), aiutandoti con la bacinella o il mestolo a disposizione e ovviamente usando il sapone che trovi in loco (la qualità e la scelta di saponi varia con la categoria dell’onsen)
  • risciacqua lo sgabello e rimetti tutto in ordine
  • entra in acqua evitando di schizzare gli altri e se puoi fallo nel punto più lontano dalla sorgente, dove l’acqua è sempre bollente e potrebbe sorprenderti
  • nelle vasche molto piccole uno scambio cortese con gli altri è inevitabile. Mi limito a un konnichiwa accompagnato da sorriso, anche perché non saprei dire altro! Questo momento di condivisione, ed estrema intimità, con degli sconosciuti si chiama hadaka no tsukyai ovvero amicizia nuda e per i giapponesi è qualcosa di molto importante, anche perché nell’onsen si è tutti uguali… me l’ha spiegato Miwa, una dolcissima signora di Tokyo amica di onsen 🙂
  • uscendo, dopo una decina di minuti circa (in realtà il tempo dipende dalla tua tolleranza all’acqua calda e alla tua pressione), tamponati con l’asciugamano piccolo sopra menzionato per non sgocciolare dappertutto e torna alla doccia o, per un migliore effetto sulla pelle, direttamente allo spogliatoio
  • se avevi una cesta, una volta svuotata dei tuoi effetti personali ribaltala, per lasciarla come l’avevi trovata

Tra un bagno e l’altro puoi tornare alla doccia per bagnarti con dell’acqua fresca, aspettare a bordo vasca, cambiare vasca se nell’onsen ce ne sono varie o, come ho fatto io in questi giorni, sederti sulla neve fresca 😉 che poi la neve la usavo anche per rinfrescarmi collo, tempie e polsi mentre stavo in acqua!

I tatuaggi

Negli onsen non si entra con i tatuaggi e questo perché tradizionalmente le persone tatuate appartengono alla yakuza, la mafia giapponese. Detto ciò, nelle stazioni termali più turistiche, come Noboribetsu Onsen Nyuto Onsen, i tatuaggi sono tollerati.

Sono generalmente tollerati anche per le donne straniere se accedono alle sole vasche per donne e se lo segnalano all’entrata.

Ad ogni modo, il consiglio è quello di segnalarlo sempre agli addetti e chiedere se crea problemi, ovvero: irezumi wa daijobu desu ka? Non riuscendo a memorizzarlo al volo me lo sono scritta nelle note dello smartphone…

I sentō

I sentō sono diffusi quanto gli onsen e implicano lo stesso galateo interno e le stesse regole, ma di fatto sono semplici bagni caldi pubblici e non fonti termali. L’acqua dei sentō è infatti quella dell’acquedotto semplicemente riscaldata.

Guida agli onsen giapponesi, Nyuto Onsen - © Silvia's Trips

Ora ti ho detto tutto quello che so in merito agli onsen.

Se stai organizzando un viaggio in Giappone e senti che gli onsen saranno uno degli highlight, ti consiglio la Sento Guide e poi ovviamente il blog Orizzonti del mio amico Patrick, che del Giappone è oramai esperto!

 

Print Friendly, PDF & Email
Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.