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Il Paese del Sorriso, ovvero il potere dei piccoli gesti in Thailandia

Qualche giorno fa un amico mi ha fatto scoprire questo video, diventato ovviamente virale in pochissimo tempo.

Se siete già stati in Thailandia, magari nelle zone dove il turismo occidentale non ha preso il sopravvento sullo stile di vita locale, riconoscerete subito la genialità di questo spot, data anche dal suo essere plausibile e dal saper raccontare alla perfezione il perché lo si chiami il Paese del Sorriso.

Vedendolo ho subito pensato a una sera di qualche anno fa

Dopo una giornata girando in motorino con mio fratello nei pressi della frontiera col Myanmar, ci siamo persi a qualche chilometro da Chiang Rai, dove al calar del sole è semplicemente buio e dove tutte le strade paiono uguali… Da queste parti quasi nessuno parla inglese e in molti non sanno leggere ed è quindi inutile mostrar loro cartine o materiale informativo.

In un paesino da qualche parte tra i monti mio fratello ha chiesto aiuto a due signore che si stavano concedendo una pausa bigodini e smalto in veranda (lui ha un vero dono per comunicare a gesti e suscitare empatia!).

L’incaricata della posa bigodini ha abbandonato la sua amica per chiedere al vicino di casa che stava cenando e che ha a sua volta abbandonato la sua occupazione per accompagnarci da un altro vicino che stava imboccando la sua bimba.

Del perché del Paese del Sorriso

Quest’ultimo ha preso in braccio bambina e piatto e ha aperto il suo internet point per noi, affinché potessimo cercare il sito della struttura ricettiva presso cui eravamo ospiti per poterli chiamare e chiedere indicazioni precise. Nonostante questo, dubitando delle nostre capacità di orientamento (!), ha caricato la sua bimba in auto e ci ha fatto strada fino a destinazione.

In realtà ho vissuto varie esperienze di questo tipo nel corso dei miei viaggi e soprattutto nel sud-est asiatico e in alcune zone del centro e sud America va così. Tutte esperienze che non solo mi hanno regalato ricordi preziosi e tante risate e sorrisi, ma che mi hanno anche insegnato moltissimo sulla disponibilità e sull’accoglienza.

E qui da noi?

Da noi sarebbe possibile un video di questo tipo?

Sarebbe plausibile?

Quando racconto incidenti-incontri di questo tipo solitamente i miei interlocutori reagiscono con “eh, ma lì è diverso e qui ci son tanti problemi e non si ha tempo” “qui la gente è stressata e ha molti impegni” ecc. Non ne sono convinta, anche perché al limite qui i problemi sono molto relativi e il tempo libero maggiore… penso si tratti di educazione persa e cultura stravolta dal benessere sia reale che apparente degli ultimi decenni.

Ad ogni modo, viaggiando ho imparato che piccoli gesti spesso aiutano e migliorano notevolmente la vita delle persone che incrociamo e che i sorrisi portano sorrisi e che con questi presupposti si va lontano.  

Del perché del Paese del Sorriso

Ho anche imparato che turismo e accoglienza devono avanzare di pari passo e che quest’ultima è da intendersi come disponibilità dell’intera comunità e non solo di chi siede alla reception di un hotel o al banco informazioni di una proloco (va da sé che do per scontata la capacità di accoglienza delle ultime due categorie citate!!! ). Far sentir bene chi visita il nostro paese dovrebbe far sentire bene anche noi, dovrebbe essere motivo d’orgoglio.

Il nostro paese siamo noi.

Grazie Nicola.

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