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Safari in Sri Lanka, nel Parco Nazionale di Yala

Safari è un termine swahili che significa “un lungo viaggio” e non avevo previsto di farne uno nella giungla durante il mio periplo attraverso lo Sri Lanka, ma volevo assolutamente dormire in una casa sull’albero …

Ho preso parte a svariati safari in Africa in passato e mi son detta che ripetere l’esperienza ancora una volta sarebbe stato uno spreco di tempo e denaro. Poi ho iniziato a cercare case sugli alberi sull’isola e ne ho trovato solo due, entrambe nel Parco Nazionale di Yala. Ho quindi cambiato idea e aggiunto una tappa al mio viaggio.

Yala Tree House

Mentre ero Ratnapura per visitare le miniere di gemme dello Sri Lanka ho telefonato ad Amila della Yala Tree House e ho organizzato sia le mie due notti di soggiorno che il safari per 23.000 Rs, pasti inclusi. La mattina seguente ho iniziato il mio viaggio di quattro ore, cambiando tre diversi autobus, per raggiungere Tissamaharama (chiamata Tissa dai cingalesi) e vivere la mia breve avventura nella giungla.

Amila è stato un padrone di casa estremamente accogliente e premuroso! Nulla sembrava essere un problema e ha davvero fatto di tutto per farmi piacere. Non dimenticherò mai il suo sorriso e la sua gentilezza.

Dal momento in cui sono arrivata alla stazione degli autobus di Tissa Amila ha cominciato ad aiutarmi: con i bagagli, con il transfert per la mia bella casa sull’albero con vista mozzafiato sulla giungla, preparando succulenti pasti intorno al fuoco, con i suoi consigli di viaggio, le informazioni utili per quanto riguarda il safari, ma anche per le mie tappe seguenti sulla costa e poi ha addirittura organizzato un indimenticabile safari notturno sulla pista degli elefanti prima di quello ufficiale.

La mia piccola casa sull’albero era spartana, ma confortevole e affascinante e svegliarsi ammirando il sorgere del sole sulla giungla dal mio letto è stata una di quelle emozioni che rendono semplicemente felici.

Se come me ami sognare ad occhi aperti ti consiglio questa sistemazione!

Il mio safari in Sri Lanka

Il Parco Nazionale di Yala, localmente conosciuto come Parco Nazionale Ruhunu, si estende da Trincomalee a Hambantota nella bassa pianura dello Sri Lanka e si compone di cinque sezioni, ma solo due sono in realtà aperte al pubblico.

Il safari giornaliero nel Parco Nazionale di Yala inizia alle 5:30 del mattino ed è un’esperienza non banale. Io sono entrata nel parco con Amila su una jeep privata, ma puoi anche recarti in una delle tante agenzie di viaggio di Tissa il giorno prima e unirti a un gruppo per riempire una jeep da sei a dieci posti (in realtà si tratta di un pick-up con una piccola piattaforma extra rialzata). Il biglietto d’ingresso nel 2015 costava Rs 3900 e conta più o meno altri 10000 Rs per la jeep e non dimenticare la mancia per l’accompagnatore!

Dal sorgere del sole fino al tramonto si passa da un paesaggio mozzafiato all’altro: foreste monsoniche, praterie, spiagge di sabbia bianca, lagune, mangrovie e imponenti colline rocciose. Ho passato tutta la giornata con un sorriso beato e stupefatto stampato in volto!

Solo la parte litorale del parco è ancora in condizioni disastrate e si possono vedere i resti del centro di informazioni turistiche distrutto dallo tsunami del 2004. Si pensa sempre alla Thailandia, ma in quel 26 dicembre circa 250 persone sono state uccise dalle onde nel solo Parco Nazionale di Yala. Gli animali invece sono riusciti a mettersi in salvo per tempo e pare che nemmeno uno sia rimasto vittima di questa catastrofe proprio grazie al loro sesto senso …

Parlando di animali selvatici, Amila mi ha spiegato che il Parco Nazionale di Yala è famoso per le sue oltre 200 specie di uccelli e ne abbiamo effettivamente visti davvero un sacco di tutte le dimensioni e colori, ma ahimè non ricordo i loro nomi. Una vergogna, lo so! Mi sono comunque piaciuti molto gli uccelli acquatici delle lagune, i pellicani e gli elegantissimi fenicotteri e, naturalmente, il bellissimo pavone impegnato nel corteggiamento. Efficacissimo, ma veramente rumoroso!

Le lagune sono anche abitate da innumerevoli coccodrilli, draghi di Comodo e serpenti che nuotano in ogni direzione. Non si tratta di lagune stile quella blu del film insomma!

Le stelle del Parco Nazionale di Yala sono però i mammiferi: leopardi, orsi, un sacco di “Bambi”, elefanti, bufali d’acqua, macachi, facoceri e linci. 

Non ho visto alcun leopardo, ma mi sono innamorata dei bufali pacificamente ammollo ed è stata un’esperienza spaventosa ed eccitante quando la nostra jeep si è ritrovata difronte un enorme elefante che per passare si è semplicemente fatto strada sulla pista spostandoci con una spallata! Ci ha messo circa un minuto e mezzo per passare accanto alla jeep facendo tremare la terra ad ogni passo e quando il suo occhio è stato a una decina di centimetri dal mio mi è letteralmente mancato il fiato e anche Amila e l’autista parevano paralizzati!!! Solo l’elefante è parso del tutto indifferente… Un vero re!

Poche ore dopo abbiamo anche incontrato una femmina con il suo piccolo e un’altra “amica”: per far fare il bagno al piccolino, che palesemente non vedeva l’ora di giocare nella laguna, lo ha affidato all’altra femmina mentre lei teneva a debita distanza le jeep dei turisti e eventuali maschi. Una volta che il cucciolo ne ha avuto abbastanza di schizzarsi e rotolarsi in acqua l’altra femmina lo ha riportato dalla mamma che gli ha fatto attraversare la pista per poi sparire tra i cespugli, mentre la sua amica si è allontanata in direzione opposta. L’amore di una mamma non è prerogativa della razza umana e la scena alla quale ho assistito è stata emotivamente così intensa che non ho saputo trattenere le lacrime e ancora adesso ricordarlo mi commuove.

Tirando le somme della mia esperienza di safari in Sri Lanka: penso di averlo preferito a quelli africani, per la flora mozzafiato e la grande varietà di paesaggi all’interno del parco e perché si è costantemente circondati dagli animali che si avvicinano fino a toccare le jeep. Alla fine della giornata mi sono sentita sopraffatta dalle emozioni e anche il safari nella notte è stato speciale. In fin dei conti il sogno di dormire in una casa sull’albero mi ha offerto due straordinarie giornate!

Ah, Amila mi ha detto che il periodo migliore per visitare Yala è tra febbraio e luglio, quando il livello dell’acqua è basso e gli animali non si nascondono.

P.S. Ci sono anche due antichi templi-roccia nel Parco Nazionale di Yala: lo Sithulpauwwa, conosciuto come “la collina della mente tranquilla” e il Magul Maha Viharaya. Molto importanti per la gente del posto e vicini l’uno all’altro, non mi hanno fatta impazzire però…

 

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Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.