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Ricordi di un viaggio in India in treno

Qualche settimana fa, parlando di viaggi in solitaria su Twitter, ho virtualmente conosciuto un grande viaggiatore, Roberto, e ho subito pensato di proporgli un’intervista.

Roberto viaggia da sempre e come piace a me, in solitaria e spostandosi col trasporto pubblico, che da anni è il leitmotiv di tutte le mie esperienze.

Quando mi ha parlato di un viaggio in treno attraverso l’India ho iniziato a fantasticare e ho messo nero su bianco alcune domande alle quali ha avuto la cortesia di rispondere.

Ricordi di un viaggio in India in treno

Parlami un po’ di te: cosa fai, di cosa ti occupi?

Mi chiamo Roberto, ho 47 anni e vivo in una piccola cittadina fra Padova e Venezia.

Ho una laurea in Biologia Molecolare e un dottorato di ricerca sempre nello stesso ambito. Sono responsabile tecnico di un piccolo centro di ricerca biomedica all’interno dell’Università di Padova.

Cosa ti spinse a questo viaggio in India?

Devo premettere il viaggio in India è del 2002 e allora si iniziava solamente a intravvedere questo paese come potenza industriale e tecnologica ed era una meta ancora relativamente poco conosciuta agli italiani.

Fin da piccolo ho avuto una innata e viscerale passione per i viaggi e l’India rappresentava uno dei miei viaggi da sogno. Poi se vogliamo dirla tutta, per chi come me aveva già fatto molte volte l’inter-rail in Europa, la vasta rete di servizi ferroviari disponibile nel subcontinente indiano ha rappresentato un ottimo fattore nella decisione di andarci. Infatti utilizzando i treni siamo riusciti ad andare quasi ovunque.

Qual fu la tua primissima impressione?

La primissima impressione riguarda l’arrivo all’aeroporto di Mumbai di notte: atterrando ricordo in maniera nitida le luci di quella megalopoli indiana. Non luci organizzate razionalmente, ma piuttosto come un brulicare di fiammelle, come se la città fosse veramente un’organismo vivente di per sé.

Una volta atterrati e espletate le formalità doganali , fuori dall’aeroporto si incontra subito lo slum di Gaondevi-Vile Parle che è uno dei più grandi della città. Gli insediamenti informali, per dirla con un eufemismo, sono una costante dell’India e ricordano al turista la complessità del subcontinente indiano, i suoi immensi problemi, ma anche l’estrema vitalità dei suoi abitanti.

Ricordo infatti che, nonostante fossero le tre di notte, pur essendo noi in un taxi sulla strada che costeggiava la baraccopoli, se ne poteva intuire una gran laboriosità con molte persone che trasportavano cose, commerciavano o cucinavano qualcosa.

Avevi avuto rapporti con le persone del luogo? Come andò?

I rapporti sono stati casuali; abbiamo incontrato e discusso con moltissime persone incrociate sui vari treni. In genere le persone erano gentili e al limite della timidezza nei confronti dell’occidentale.

Non ho mai avuto problemi di sicurezza personale. L’unico posto dove mi sono sentito “osservato” e “fuori posto” è stato a Lahore, presso il Diamond Bazaar. Ma il pakistan rimane una nazione instabile che sconsiglierei vivamente al viaggiatore europeo.

Roberto on the road

Quali sono gli aspetti che ti piacquero maggiormente?

Mi sono rimaste impresse alcune perle: il Taj-Mahal, le città del Rajasthan, Jaisalmer e trovare un angolo simile al sudamerica come Goa.

Cosa non ti piacque?

L’estrema povertà diffusa e gli odori molto forti tipici delle realtà sovrappopolate che non possono mai piacere.

Ritengo anche che la ricerca di spiritualità che spinge molti occidentali a viaggiare in India sia molto discutibile, ma questa è un opinione assolutamente personale.

Quale pensi debba essere il giusto approccio decidendo di andarci per la prima volta?

Quando andai nel 2002 ero già un viaggiatore indipendente esperto eppure fu comunque dura. L’approccio giusto è la flessibilità, la pazienza e l’esser fin da subito consapevoli che toccherà affrontare una certa dose di disagi. 

Quali mete, attività  e/o attrazioni consiglieresti ancora a distanza di anni?

L’india classica merita una visita però consiglierei, volendo esplorare zone poco conosciute, l’Assam, il Kerala e il Kashmir anche se purtroppo per quest’ultimo la situazione politica lo rende attualmente off-limits per i turisti.

C’è altro che vuoi condividere della tua esperienza?

È stato un viaggio di maturazione personale molto significativa, che a distanza di anni sarei curioso di ripetere.

Quali altri viaggi passati ti sono piaciuti di più e perché?

Lo scorso anno sono stato in Iran è mi ha entusiasmato.

Premesso che è un paese assai particolare per situazione politica e religiosa per cui è necessario un adattamento alle regole di comportamento locale, le sue città storiche ricordano l’oriente delle Mille e una notte e anche le aree archeologiche di Persepolis e Pasagardae sono assolutamente ascrivibili fra le meraviglie del mondo.

Ultimissima domanda: il prossimo viaggio?

Due mesi fa ero in Argentina, ora sto facendo un pensierino sulla Cina

Viaggio in India: informazioni pratiche

L’India è un paese super moderno e anche super povero. Una sorta di paradiso delle contraddizioni e questo mi spaventa moltissimo. Penso sia quindi uno di quei viaggi da preparare bene, non tanto dal punto di vista di itinerario e visite, quanto da quello della conoscenza della cultura e realtà locale. A tal fine, ti consiglio il libro Indimenticabile India, scritto da Serena Puosi.

Ricordi di un viaggio in India in treno

Ma veniamo alle informazioni pratiche: il sito ufficiale dell’India Department of Tourism:  www.incredibleindia.org
che ha anche una linea telefonica per l’Italia: 1800 11 1363.

Per partire serve ovviamente un passaporto, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’entrata nel paese, ma anche un visto. Per soggiorni di meno di 60 giorni si può richiedere l’eVisa. All’arrivo occorre anche presentare un biglietto di ritorno e risorse economiche sufficienti per la durata del soggiorno.
Per più di 60 giorni occorre compilare un apposito modulo di richiesta.

La moneta indiana è la rupia e sia euro che dollaro americano si cambiano facilmente, ma non il contrario dato che non è una valuta esportabile. Detto ciò, potete anche utilizzare la vostra VISA nei negozi autorizzati e negli alberghi delle grandi città. Per non perdere il conto di quello che spendete, vi consiglio di scaricare un’app dedicata sul telefonino.

Se non potete separarvi dal vostro smartphone nemmeno in viaggio, sappiate che utilizzare la scheda italiana è molto oneroso e oltretutto funziona solo nelle grandi città. Il consiglio è quindi quello di acquistare una scheda locale atterrando all’aeroporto.

Il fuso orario da calcolare è di + 4,30 ore rispetto all’Italia, che passano a + 3,30 quando da noi vige l’ora legale.

Infine, con l’inglese non avrete problemi e nemmeno con l’hindi se siete tra i rarissimi non indiani che lo parlano. Detto ciò, nel paese si parlano ben altre 23 lingue!

Sicurezza in India e indicazioni sanitarie

La microcriminalità, come in tutti i paesi sovraffollati e con un alto grado di povertà, va messa in conto un po’ ovunque nel paese, come vanno messi in conto problemi sanitari dovuti alla carenza di igiene in cucina.

Per questi argomenti però consiglio vivamente di consultare la sezione dedicata sul sito della Farnesina e il centro di medicina del viaggio della vostra ASL di riferimento.

Come sempre, consiglio anche di registrare il vostro viaggio sul sito Dove siamo nel mondo.

Buon viaggio!

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Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.

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