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Visitare Essaouira

Essaouira è la città bianca del Marocco che mi ha abbracciata e inebriata.

Già, Essaouira è proprio bianca, di un bianco decadente, schiacciato a terra da una luce anch’essa bianca che rende faticoso il concentrarsi sui dettagli e sfuma tutto, come sfumati sono i suoni, i rumori e il vociare delle persone sferzati dal vento incessante che impregna tutto di salmastro. Resistere e opporre resistenza risulterebbe troppo faticoso e penso inutile… mi son quindi lasciata trasportare dalla città.

Visitare Essaouira

Che fare a Essaouira?

Vagare senza meta precisa all’interno della cinta muraria che racchiude una piccola città praticamente perfetta, fatta di stradine perpendicolari le une alle altre, tutte convergenti nel viale principale caratterizzato da un bellissimo porticato. Una tale perfezione planimetrica da valerle il passaggio dall’antico nome Mogador, datole dagli occupanti portoghesi, a Essaouira, la ben disegnata. 

Il bianco dei muri è tempestato da infinite macchie di color turchese più o meno brillanti. Note di colore dalle porte e finestre in legno dipinto alla miriade di botteghe di artigianato locale, che espongono splendide lampade arabeggianti, oggettistica in tadelak, shishà, tessuti ricamati, soprammobili e oggetti vari in legno tuia intarsiato, tappeti e souvenir di noi genere.

Essaouira e bianco salmastro

Fermarsi a chiacchierare e contrattare con i bottegai che più vi ispirano. Se lo fate col sorriso e apprezzando i loro prodotti, in men che non si dica vi ritroverete seduti su sgabelli sbucati da non si sa dove, degustando il miglior tè alla menta del mondo in bicchierini splendidi e ustionanti. Per acquistare la mia splendida shisha c’è voluta quasi un’ora, tante risate, tre bicchieri di tè e svariate prove, rigorosamente col tabacco al caramello che adoro.

Essaouira e bianco salmastro

Visitare il mellah, l’antico quartiere ebraico che, seppur non più abitato dagli ebrei, conserva un’aurea di grande spiritualità che filtra attraverso il degrado che caratterizza tutta questa zona.

Essaouira e bianco salmastro

Mettere da parte il nostro concetto di igiene e far tappa al mercato del pesce. Avanzare all’interno del mercato del pesce è come essere catapultati nel XVIII secolo. Avete presente le tele fiamminghe? Ecco, stessa cosa, ma più luminosa e con mosche presenti e odore pungente. Osservare pescivendoli inginocchiati per terra intenti a sfilettare il pesce su di un sasso piatto fa riflettere sul gap socio-culturale che ci separa.

Essaouira e bianco salmastro

Fare due passi al porto per ammirare vecchi pescherecci ancora attivi, pescatori che tessono le reti, gabbiani che ancora vivono tra scogli e molo (e non sui tetti delle case o nelle discariche come da noi), maestri d’ascia che riparano scafi forse per la milionesima volta. La vita di un porto tradizionale ha per me un fascino da romanzo d’altri tempi…

Essaouira e bianco salmastro

Perdere la nozione del tempo scoprendo la qasba, la cittadella fortificata che domina il porto. Già il varcarne il mastodontico portone intarsiato trasporta in un altro mondo, le sue sale, le casematte, i cannoni e le mura merlate poi fan volare la fantasia e non ho potuto che immaginare i personaggi che vi son passati nel corso dei secoli. Personaggi che nella mia mente paiono usciti dalle pagine di Salgari 😉

Essaouira e bianco salmastro

Scottarsi in spiaggia… una lunghissima spiaggia battuta dall’incessante brezza oceanica, che regala onde perfette ai surfisti che la affollano (pare in ogni stagione), ma che mi ha snervata. Il vento è utile, bello e auspicato in barca a vela, ma non quando trasforma la sabbia in micro proiettili dolorosissimi… Non son riuscita a concedermi la pennichella che sognavo di fare dopo la scorpacciata di pesce alla griglia in uno dei localini in riva al mare.

Essaouira e bianco salmastro

Come organizzarsi per visitare Essaouira

Essaouira è visitabile in giornata ed è quello che ho fatto contrattando con un tassista di Marrakech affinché mi accompagnasse, mi aspettasse in loco e mi riportasse alla base. Nel 2010 ho pagato l’equivalente di 40€.

Per gli appassionati di surf o altri sport acquatici o per chi dovesse innamorarsi della città, ci sono ovviamente anche vari riad in loco 😉

Essaouira e bianco salmastro

“Surgissant du silence d’une première torpeur
La mer en son éclat d’origine et rebelle
D’une houle alanguie cerne la citadelle
Et les yeux des mortels sont oubli de stupeur
Essaouira !…”

P.S. Nei miei appunti pre-viaggio, avevo anche annotato il Museo Sidi Muhammad ben ʿAbd Allah, dedicato a arte e tradizione locale, ma me ne accorgo solo ora e non so perché poi non l’abbia visitato? Mancanza di tempo, giorno di chiusura, mio solito ritardo sulla tabella di marcia. Non so, ma se qualcuno di voi ci fosse stato e volesse farmi sapere che ho perso… 😉

Essaouira e bianco salmastro

Happy me in Essaouira 🙂

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Silvia's Trips

Hi there! My name is Silvia and after 15 years between the Paris Opera and the Palau de les Arts in Valencia I now run a boutique hotel in Cinque Terre, deal with tourism management and blogging, sail, horse-ride, play guitar and write about my solo trips around the world. For more info about me and my travel blog check my full bio.

4 Comments

  • Patrick ha detto:

    Che bella, il mio posto preferito in Marocco. Sarei voluto rimanere qualche giorno, per vederla al tramonto, di sera, all’alba. Una mezza giornata in gita da Marrakech mi dà l’idea di essermi fatto sfuggire qualcosa di speciale.

    • Silvia's Trips ha detto:

      Hai ragione, è proprio bella!
      Io sono rientrata a Marrakech dopo cena, ma spero di tornarci per vedere il rientro delle barche da pesca all’alba e magari anche per un corso di kite surf.

  • Enrico ha detto:

    Bellissimi ricordi di Essouira..ci sono stato 3 giorni..indimenticabili.
    Bisogna tornarci durante il famoso festival di musica gnawa..